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DEF, fondo di 50 mln di euro per abbattimento liste d'attesa. Bene per ANISAP

L’istituzione, contenuta nel DEF approvato ieri dal Governo, di un fondo da 50 milioni di euro a favore delle Regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa che fa seguito all’attivazione da parte del Ministero della Salute del Centro Unico di Prenotazione (CUP) digitale nazionale, con l’obiettivo di monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa, sono prime misure attese alla prova. E’ il commento del vice presidente nazionale FederANISAP Antonio Flovilla. In attesa della definizione di un nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa, in accordo con le Regioni e Province autonome e al quale – dice Flovilla - come FederANISAP intendiamo dare il nostro contributo, le Regioni possono fare di più e meglio. E’ il caso dell’accordo che come ANISAP Lazio, insieme alle principali organizzazioni di categoria interessate all’implementazione delle agende digitali,  abbiamo firmato di recente con la Regione Lazio. A partire dal novembre prossimo le agende digitali delle principali strutture private accreditate presso il Servizio Sanitario Regionale del Lazio saranno integrate sul ReCup regionale. L’accordo riguarda tutte le principali strutture private accreditate. Un impatto molto importante per tutto il sistema sanitario regionale. Grazie all’accordo si mettono a disposizione circa il doppio delle prenotazioni  già comprese nel canale del ReCup. Le diverse agende digitali saranno integrate e rese omogenee con il ReCup per le diverse prestazioni di primo accesso.
“Perché non replicare questa esperienza in Basilicata?” E’ la domanda di Flovilla per il quale purtroppo solo a parole si riconosce al sistema delle strutture private accreditate – che in Basilicata assorbe complessivamente appena il 2,5 per cento della spesa regionale per la sanità - il ruolo di cooperazione paritaria con il sistema pubblico, dimostrando scarsa consapevolezza che senza i nostri centri le liste d’attesa per il cittadino si allungherebbero ulteriormente. Abbiamo più volte indicato la strada da seguire: tagliando sacche di spreco e di prestazioni non appropriate è possibile ottenere significativi risparmi da investire proprio per il superamento delle liste di attesa.

E noi – evidenzia il vice presidente FederAnisap – abbiamo indicato dove si annidano gli sprechi, in primo luogo nella politica di ospedalizzazione, e quindi come risparmiare a vantaggio innanzitutto dei cittadini-utenti. Tra l’altro burocrati e politici regionali non dovrebbero dimenticare che le prestazioni erogate dai Centri-strutture accreditate costano al Servizio Sanitario Regionale meno di quelle erogate dalle strutture pubbliche.

Occorre privilegiare le esigenze dei cittadini senza ambiguità ed intruppamenti, figli dell’autoreferenzialità derivante da una anacronistica scelta ospedalocentrica con il solo risultato di appesantire ulteriormente le liste di attesa. No a criteri estemporanei: è giunto ormai il momento di abbandonare la logica di assegnare tetti di spesa costruiti a seconda l’esigenza di alcuni centri e non nel rispetto di criteri oggettivi riferiti ad una seria e reale valutazione dei fabbisogni. E’ giunto il momento che le istituzioni e la politica regionale – conclude Flovilla – dicano una volta per tutte, senza ricorso a programmi che contengono tutto e il contrario di tutto, se si vuole tenere in piedi il sistema sanitario ospedalicentrico o se si vuole cambiare davvero con la sanità sul territorio”.

 

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