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Case di riposo. Sulle quote sanitarie continua il silenzio delle aziende sanitarie

Continuano a restare inascoltate le richieste di assegnazione delle quote sanitarie per l’assistenza alle persone anziane non autosufficienti e allettate ospiti delle strutture residenziali dislocate nelle due province che le Case di Riposo associate all’Arssab hanno rivolto alle due aziende sanitarie di Potenza e Matera. Un silenzio che preoccupa e non poco il presidente dell’Associazione regionale delle Strutture socio assistenziali della Basilicata, Vincenzo Clemente, che continua a lamentare quanto troppo poco ancora sia stato fatto per sostenere il settore.“Una battaglia che non si esaurisce sicuramente con la parzialissima vittoria del riconoscimento della quota sanitaria pari al 20% rispetto al numero di ospiti presenti nelle strutture e che, oltretutto, allo stato attuale ancora non ha trovato alcuna concretezza”. Rispetto al regolamento approvato nel marzo dello scorso anno (che negava totalmente l’accreditamento della quota ) qualche piccolo passo in avanti è stato fatto, ma come sottolinea lo stesso Clemente “la strada da fare è ancora tanta e, soprattutto, non dev’essere resa percorribile togliendo ad altri, così come è avvenuto. Le strutture che, infatti, beneficiavano totalmente delle provvidenze hanno visto ridursi la loro quota al 35%. Tutto questo per far sì che chi non ne riceveva avesse il contentino del 20%. Una strada che continua, quindi, ad essere tortuosa e lo sarà fino a quando tutti coloro che operano nel settore socio assistenziale non verranno messi nelle condizioni di fare bene il loro lavoro”.La legge di stabilità regionale 2018 approvata il 31 maggio scorso nell’articolo 5 concernente le disposizioni in materia di assistenza alle persone anziane presenti nelle strutture residenziali riconosce a queste ultime una quota giornaliera nel limite massimo del 20% dei posti letto attivati nella singola struttura e le aziende sanitarie competenti provvedono alla liquidazione degli importi dovuti. “Noi stiamo ancora aspettando – denuncia il presidente dell’Arssab – la risposta da parte di entrambe le aziende sanitarie regionali che ad oggi non hanno ancora preso in considerazione la nostra richiesta che così come sottolineato altro non è che un diritto che ci è stato riconosciuto dalla Regione Basilicata. A quanto pare nelle parole ma non nei fatti! Purtroppo, a pagarne maggiormente le conseguenze sono sempre gli utenti e le loro famiglie, vittime della mancata attenzione che riceve un comparto che si sta sforzando, nonostante tutto, di fornire l’adeguata assistenza a chi ne ha bisogno. Rimane sempre alto il rischio di un collasso delle Case di Riposo se non avverrà un’inversione di marcia, da me tanto auspicata”.

 

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