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1,2 milioni di euro per la Diocesi di Tursi-Lagonegro per la Basilica di Santa Maria di Anglona

A conclusione della procedura negoziata tra Regione e Conferenza episcopale della Basilicata sono state selezionate quattro opere per le quali il governo regionale ha stanziato 4,3 milioni di euro a valere sull’Asse 5 “Tutela dell’Ambiente ed uso efficiente delle risorse” - Azione 6C.6.7.1 “Interventi per la tutela e la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale nelle aree di attrazione di rilevanza strategica tale da consolidare e promuovere processi di sviluppo del Programma operativo (Po) Fesr Basilicata. 

 In particolare sono stati destinati 2,4 milioni di euro per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete di beni culturali ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo (Città di Potenza); 1,2 milioni di euro per la Diocesi di Tursi-Lagonegro (per la Basilica di Santa Maria di Anglona, per il museo-archivio-biblioteca del Comune di Tursi, nonché per la Basilica di San Biagio a Maratea; 1,3 milioni di euro per la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, di cui 0,9 milioni di euro per l’ex Convento dei Frati Minori Osservanti e 0,4 milioni di euro per la Cattedrale Santa Maria Assunta di Melfi. “Riteniamo importante - ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi - contribuire in maniera concreta alla valorizzazione di un patrimonio dalla grande valenza culturale, rappresentato da opere, edifici e monumenti ecclesiastici. Tutelare tale patrimonio significa anche dare nuova linfa alle strategie mirate alla crescita del turismo e dell’occupazione”.
“La conclusione della procedura negoziata avviata lo scorso mese di agosto - ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo - investe un ampio territorio della Basilicata, da Potenza al territorio del Vulture fino all’area Sud con Maratea e Tursi e permetterà oltre al recupero degli edifici attraverso interventi architettonici, artistici e monumentali, di innalzare la fruibilità del patrimonio culturale ecclesiastico, anche mediante allestimenti multimediali e opere di digitalizzazione, così da aumentare il flusso turistico e quindi le opportunità di sviluppo e di occupazione”.

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