logo bn ultimo

 

Sindacati: ci sono settori di disoccupati più ampi. I lavoratori forestali hanno un’età media di oltre 50 anni

Non c’è intesa tra Coldiretti e sindacati sull'utilizzo, in questo particolare momento, di lavoratori forestali nelle aziende agricole. Il dibattito resta acceso. Coldiretti Basilicata rimanda al mittente, nello specifico a Fai, Cisl, Flai /Cgil e Uila/Uil tutte le accuse di “dilettantismo, pressappochismo, superficialità̀ e quant'altro”. Coldiretti ribadisce di conoscere “leggi, regolamenti, contrattualistiche, tipologie occupazionali e sa benissimo che tipo di attività sono tenuti a svolgere i circa 4 mila e 500 operai forestali nella piccola (dal punto di vista perimetrale) regione Basilicata”.
La Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti lucana che non soffre della malattia denominata “sindrome da nanismo culturale”, in un momento come questo cerca di trovare soluzioni “straordinarie”, alla possibile chiusura delle aziende agricole che offrono onestamente lavoro a circa 20 mila braccianti agricoli, salariati fissi e impiegati in agricoltura, “non comprende e stigmatizza il dichiarato nonché la presa di posizione dei rappresentanti sindacali, in un momento dove l'elemento eccezionalità la fa da padrone su tutti i settori produttivi”.

La confederazione agricola lucana “è costretta a pensare che le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori non hanno ben compreso che questa maledetta pandemia ha cambiato tutto e se qualcuno pensa che nulla sia cambiato e che tutto rimanga tale e quale a qualche mese fa, ha capito proprio molto poco della vita. È giunta l'ora di avere coraggio e pertanto reiteriamo la richiesta al governatore Bardi di intervenire senza indugio alcuno - continua - su situazioni non più gestibili, onde salvaguardare le aziende agricole e sempre e comunque le giuste posizioni contrattuali e salariali dei lavoratori, nonché il loro benessere personale, affinché l'agricoltura continui ad essere una delle colonne portanti dell'economia lucana”.
Coldiretti Basilicata si dice stupita di “come si pensi che l'impresa agricola venga definita una categoria assistita e sostenuta. Si ricorda a chi fa simili dichiarazioni - aggiunge - che esiste una politica comunitaria che sostiene l'agricoltura anche per la sua funzione di tutela e salvaguarda dell'ambiente oltre che per la sua produttività̀, un impresa agricola che vive quotidianamente i drammi degli eventi atmosferici e che nonostante ciò assicura il lavoro a se stessa e altrui. Pertanto è difficile pensare di poter accettare l'invito delle sigle sindacali a sedersi a un tavolo di lavoro comune, finché non si è veramente impregnati fino al midollo, della drammaticità̀ del momento”. Coldiretti ribadisce “in tempo di guerra - leggi di guerra”.
I sindacati insoddisfatti affermano d’altro canto che si faranno una ragione del rifiuto della Coldiretti al dialogo ed ad al confronto precisando che cercheranno il medesimo con altre organizzazioni dell’imprenditoria agricola, ovvero Cia e Confagricoltura, Copagri (Agrinsieme) che dicono aver già manifestato la volontà ad approfondire l’argomento. “Ribadiamo che siamo fortemente impegnati a dare risposta alla domanda di manodopera agricola per la grande campagna di raccolta dei prodotti ortofrutticoli (tra i quali la fragola). Ci sono settori di disoccupati, ancora più ampi a causa della sospensione di numerose attività produttive a causa del Covid-19 e delle misure restrittive nazionali e regionali, che rappresentano un naturale bacino di manodopera stagionale e comunque a tempo determinato a cui attingere. Pensiamo a tutte quelle persone dei comparti turismo, ristorazione, servizi che soprattutto nel Metapontino non solo sono rimaste senza lavoro ma non sanno ancora quando potranno riprendere a lavorare. Ad esse si aggiungono gli immigrati che si trovano nei Centri di Accoglienza e quanti sono in possesso di permesso di soggiorno ai quali il lavoro nei campi oltre a reddito può ridare dignità umana. I lavoratori forestali – che non sfugga ai dirigenti Coldiretti hanno un’età media di oltre 50 anni, con un numero più consistente (più di un migliaio) compreso tra 56 e 60 anni – a maggio saranno chiamati nei cantieri forestali a svolgere l’importante ruolo di manutentori e custodi del territorio a cui non possiamo rinunciare per i ben noti problemi di tutela ambientale e difesa del suolo”. I dirigenti della Coldiretti inoltre – concludono i sindacati - sanno bene che la paga giornaliera per gli operai agricoli è poco meno della metà di quella dei lavoratori forestali che hanno acquisito specifica professionalità ed esperienza per l’impiego di contrattualizzazione”.

 

Silvia Silvestri


ULTIMI ARTICOLIPIU' LETTITAG POPOLARI

sponsor

Sponsor