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A Lagonegro dopo un anno di commissariamento è arrivata la nuova sindaca Maria Di Lascio

Solo il comune di Matera attende l’elezione del nuovo sindaco, per gli altri ventuno comuni lucani, (il 16,8 su 131) i nuovi sindaci sono già a lavoro per dare un nuovo esecutivo alle comunità interessate. Nel territorio della Valle del Noce, il comune di Lagonegro, dopo un anno di commissariamento e un dissesto finanziario di lungo termine, è riuscito ad avere un nuovo sindaco, Maria Di Lascio. Una campagna elettorale impegnativa per tutti i candidati che alla fine pare abbia contribuito alla costruzione di un consenso popolare di uomini e donne liberi interpreti un sentimento rivolto al buon governo, alla rappresentatività dei bisogni della comunità lagonegrese. Le donne al centro della politica lagonegrese: un nuovo sindaco, Maria Di Lascio, e una probabile presidente del consiglio comunale, Concetta Iannibelli. E’ di qualche giorno la proposta, presentata dalla sua lista “Cantiere Lagonegro”, di votare alla massima assise consiliare, la più votata in assoluto, ben 427 preferenze, l’avvocato Concetta Iannibelli. Soddisfazione o emozione?.

“Immediatamente una grande emozione – precisa subito Concetta Iannibelli, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione - e, allo stesso tempo, grande orgoglio e senso di responsabilità. Il senso più grande di responsabilità sarebbe, e comunque sarà, quello, in ogni caso, di saper collocare al centro l’interesse del Paese e dei cittadini”.

Appare per molti, donna equilibrata, di grandi capacità dialettiche, ma soprattutto di grande amore per la sua comunità. Possono essere sufficienti per contribuire a riportare, nella comunità, la dialettica politica in un clima di piena serenità?

“Posso affermare che ho sempre operato – sottolinea Concetta Iannibelli - tenendo come monito l’amore profondo per la Comunità, e per il prossimo in generale. La mia formazione francescana ha profondamente inciso anche sulle scelte professionali e di tanto sono orgogliosa. Poi perché si possa far ritornare un clima politico sereno all’interno della nostra comunità, vi è bisogno dell’affermazione di leadership e non di semplici “leaders”. Al di sopra di tutto, però, la comunità di Lagonegro ha bisogno di uomini e donne di buona volontà, che abbiano essenzialmente la capacità di porsi al di sopra degli interessi e sappiano esercitare il potere in base a un principio di responsabilità personale che dia valore ad ogni agire politico”.

Una volta eletta risulterebbe la sua seconda donna in città, dopo il sindaco, ad avere un incarico istituzionale rilevante e importante per la comunità. Due donne possono rappresentare una nuova scintilla?

“Le donne raramente fanno squadra - aggiunge Concetta Iannibelli - ma quando accade non ce n’è per nessuno, per intelligenza, competenza e professionalità. Due donne istituzionali sarebbe per un vero inizio per una svolta del paese, una vera libertà, conquistata senza l’esclusione dell’altro". C’è bisogno, insomma, per Lagonegro qualcosa di nuovo. “Occorre per Lagonegro - conclude Concetta Iannibelli - rispetto al passato, battere strade nuove di democrazia partecipata o deliberativa, attraverso un salto di consapevolezza e coesione sociale che ricostruisca un rapporto di fiducia nei confronti degli amministratori e di lealtà fiscale dei cittadini che dovrebbero reinterpretare la fiscalità come un “prendersi cura” e farsi carico del funzionamento del sistema pubblico, anche attraverso la mano “accogliente” del mondo femminile, che, spesso, è contestualmente “figlia, madre e moglie. Chi più delle donne può interpretare i bisogni di una Comunità?”.

 

Oreste Roberto Lanza


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