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La mozione è stata firmata dai consiglieri Vizziello, Baldassarre, Coviello e Piergiorgio Quarto

“La Basilicata è stata ingiustamente proiettata in zona rossa e noi vogliamo cogliere l’aspetto positivo sollecitando un maggiore arrivo di vaccino: è fondamentale che la campagna vaccinale debba avere un atteggiamento perequativo i tutti i territori”. Questa è solo una delle richieste fatte attraverso una mozione in Consiglio dal gruppo di Fratelli d’Italia in relazione al piano vaccinale regionale anti Covid-19. La mozione, firmata dai consiglieri Giovanni Vizziello, Vincenzo Baldassarre, Tommaso Coviello e Piergiorgio Quarto, chiede anche di assicurare in via prioritaria “la vaccinazione delle persone con disabilità, dei loro accompagnatori e delle persone affette da diabete, che evidenze scientifiche annoverano tra le categorie a maggiore rischio di esito infausto in caso di infezione da coronavirus”.

 

Il capo gruppo Vizziello sottolinea: “ Va prevista una fase di vaccinazione dei soggetti a rischio per motivi professionali in base a scaglioni d’età”. Lo stesso Vizziello ha anche chiesto chiarezza “come mai l’ASP ha completato la prima fase di vaccinazioni mentre l’ASM è solo all’inizio”. Insieme i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno fatto richiesta che il governo regionale si faccia da “portavoce presso il Governo nazionale, utilizzando eventualmente la sede istituzionale della Conferenza Stato – Regioni anche del necessario inserimento della categoria professionale degli addetti del settore funebre tra le categorie da vaccinare”.

 

Piergiorgio Quarto durante la pubblica conferenza stampa del 2 marzo ha dichiarato: “deve essere messo in campo il principio di equità in merito al piano vaccinale perché abbiamo una esigenza fondamentale, creare tutte le condizioni necessarie affinché siano applicati il maggior numero di vaccini, iniziando dalle persone più esposte e più fragili e nel minor tempo possibile”. Il consigliere a fine conferenza ha ribadito la non condivisione da parte del gruppo della decisione di far rientrare la Basilicata a in zona rossa considerato il numero demografico dei nostri abitanti e della distribuzione di cittadini sul territorio “si poteva tranquillamente intervenire nei comuni interessati dai focolai creando anche le condizioni affinché si incentivi maggiore responsabilità lì dove si sbaglia” specificando che non è volontà del gruppo quella di creare disparità tra i comuni o le province ma piuttosto di ottenere un piano sanitario regionale ed una situazione generale consona, volta ad una maggiore sicurezza pubblica senza penalizzare l’intero territorio regionale.

 

Silvia Silvestri

 


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