Dai tavoli aperti dalla crisi potrebbero nascere nuove opportunità per il Mezzogiorno. Non più palla al piede di un'Italia che stenta ad uscire dalle secche di una situazione economica internazionale delicatissima, ma opportunità di rilancio dell'intero sistema paese. Già il Presidente Napolitano aveva affermano in più occasioni che l'Italia senza il Sud non cresce. E pare sia proprio così. Al tavolo di confronto che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi e che ha visto da una parte i ministri Passera, Clini, Profumo e Barca, accompagnato dal premier Monti, e dall'altra i presidenti delle Regioni meridionali, a cui ha partecipato naturalmente anche il governatore lucano De Filippo, il mezzogiorno ha trovato nel governo uno sponsor istituzionale e un ponte verso l'Europa. "Senza sud no c'è crescita sostenibile e durevole dell'Italia e dell'Europa", ha affermato Mario Monti, facendo balenare agli occhi dei governatori delle Regioni meridionali una inattesa speranza. Tanto che De Filippo ha affermato che "c'è una rinnovata attenzione sul Sud che si incarna nel dossier 'il Mezzogiorno per l'Europa', che il governo ha deciso di presentare ai pareri europei. Ed è importante che il dossier parta dalle buone pratiche e dalle azioni positive che il Mezzogiorno è stato capace di mettere in campo. Nitti diceva che il pregiudizio nei confronti del Mezzogiorno non è solo un difetto ma una tradizione e questo approccio inverte la tendenza". Parlando de4lle azioni messe in campo dalla Basilicata, il governatore ha affermato che "noi abbiamo scelto di proporre i Pois e le Aree programma, il primo che rappresenta la capacità di offrire servizi in rete con il raggiungimento di obiettivi rilevanti specie per le fasce deboli in territori dove la scarsa densità demografica accresce i costi. Le Aree programma, invece, sono un positivo esempio di modernizzazione e contenimento della spesa, che azzerano in un solo colpo le Comunità montane, in una realtà geografica che ha il 90 per cento di territorio montano e collinare, le Ato rifiuti e idrica, portando a zero presidenze e consigli e abbattendo il costo per il funzionamento delle strutture di servizio al 50 per cento. Sono esempi di quello che il Sud riesce a fare - ha detto De Filippo - ma c'è bisogno anche di altro. Concentrarsi sulla crescita del Sud, ridurre l'incertezza finanziaria e circoscrivere gli obiettivi sono scelte importanti per ottenere risultati. Nel confronto col Governo abbiamo fatto un buon lavoro su Università e ricerca, sulle infrastrutture, su frane e versanti, anche mettendo risorse regionali più importanti di quelle inizialmente previste. Ed è molto importante il lavoro che si sta facendo sul Piano di coesione. Importante non per il Mezzogiorno, ma per il Paese e per l'Europa. Il Sud dell'Italia - ha concluso il presidente della Regione Basilicata - chiede infatti di essere messo nelle condizioni di contribuire al rafforzamento dell'Italia e della Ue e la sua parte la sta facendo per intero".