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"Non ci eravamo mai illusi sul fatto che l'approvazione di un ordine del giorno proposto dall'UPI Nazionale potesse volgere in positivo il dibattito sulla soppressione delle Province. Non ci aspettavamo, però, che l'odierno consiglio, aperto alla partecipazione dei parlamentari lucani, dei consiglieri regionali, dei sindacati e delle categorie produttive, non partecipasse praticamente nessuno. Per la verità anche la presenza dei consiglieri è stata esigua se si considera che al voto conclusivo ha partecipato poco più della metà degli aventi diritto. Registriamo, tra l'altro, l'assenza tattica dei consiglieri dell'Italia dei Valori, ad eccezione del consigliere Lamboglia che ha votato, in linea con l'orientamento del suo partito, contro il documento proposto dall'assemblea. La diversità di posizioni all'interno

del centro sinistra non è garanzia di efficacia dell'azione, in modo particolare su argomenti d'interesse generale come quello votato oggi", afferma il Coordinatore dell'Opposizione Aurelio Pace. "Nel merito del dibattito abbiamo voluto sottolineare la difficoltà ad inquadrare nella legislazione vigente le competenze precipue dell'Ente Provincia soggetto, dagli anni '70 e con l'introduzione delle Regioni, a competenze delegate e finanza derivata. La continua ricerca di spazi d'azione di questo Ente, che legittimino la centralità ed il protagonismo, testimonia la necessità di una legislazione puntuale sul ruolo e le funzioni degli Enti intermedi. Vero è che, nella richiesta di solidarietà istituzionale e di corresponsabilità insita nella convocazione di un consiglio aperto, è venuto meno l'impegno dei parlamentari e della Regione, che non appare intenzionata a ricorrere alla Corte Costituzionale contro il provvedimento di soppressione delle Province", ha continuato il consigliere Pace aggiungendo che "Ciò che preoccupa maggiormente è l'assenza nel dibattito della politica del tema relativo alla contrazione degli spazi di democrazia, condizionati più dalla piazza che da una coraggiosa e razionale riscrittura dei modelli di governance. Quando la politica nelle istituzioni fa un passo indietro sono altri i poteri che si affermano: spesso sono poteri non votati dal popolo e che a quel popolo, che è giudice ed arbitro della politica, non rispondono".

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