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Progetto T3 Innovation: il progetto per promuovere start-up in Basilicata

Creare una struttura per favorire la nascita e la diffusione delle start up sul territorio: è questo lo scopo del progetto T3 Innovation. Il progetto avrà luogo in Basilicata ed è finalizzato allo sviluppo tecnologico in campi come l’aerospaziale, la green economy, l’automotive e ovviamente le energie rinnovabili. Grazie a questa iniziativa, le nascenti start up in regione potranno contare su uno degli incubatori più importanti a livello nazionale. Questo network innovativo verrà collocato all’interno delle aree Unibas: nello specifico presso il campus dislocato a Macchia Romana. Ma di cosa tratta nello specifico il progetto T3 Innovation e chi ne prenderà parte? Scopriamolo insieme.

T3 Innovation: un progetto dedicato alle start up

Il progetto T3 Innovation prevedrà uno spazio di circa 300 metri quadri dedicato all’incubazione delle start up. Nello specifico, chi ne prenderà parte potrà avere l’occasione di vedersi coinvolto nello sviluppo di diversi progetti: progetti che nasceranno nei comparti sopra citati, ma anche in altre aree. Di fatto, grazie a questo spazio gli startuppers della Basilicata potranno collaborare con le imprese. Il fine? Produrre tecnologie che possano contribuire con concretezza alle mission votate all’innovazione e alla creazione di un valore per il mercato. Ma a chi si rivolge il progetto T3 Innovation, e chi potrà prendervi parte? Il suddetto aprirà le sue porte anche alle aziende e ai ricercatori. Ma soprattutto ai giovani imprenditori, la cui presenza è indispensabile per produrre nuove idee e ovviamente per concretizzarle. Si creerà dunque uno spazio di co-working al fine di potenziare il tessuto imprenditoriale della regione.

Come avviare una start up?

Il progetto T3 Innovation è importante ma ciò non toglie che per avviare una start up è necessario affrontare diversi passaggi. Innanzitutto l’aspetto logistico vero e proprio: serve una base operativa dalla quale poter iniziare, dunque un ufficio. Lo spazio, specialmente durante le prime fasi di attività, può essere anche piuttosto essenziale. Nella maggior parte dei casi, gli elementi davvero indispensabili per lavorare son due: pc e internet. Sui device tecnologici è bene non andare a risparmio e investire in macchinari di qualità e di ultima generazione; per quanto riguarda la rete, è possibile risparmiare sensibilmente attivando un contratto di connessione Internet aziendale come quello di proposto da Vodafone. Poi, è necessario circondarsi di professionisti e persone competenti, ognuno esperto nel proprio campo. Altrettanto importante è avere un’idea vincente per potersi distinguere da tutte le altre start up.

Come reperire i fondi per lanciare una start up?

Il reperimento dei fondi è la fase più delicata in avvio e anche una delle più complesse. Per capire come finanziare la propria azienda start up, è indispensabile progettare un business plan. Questo per dare del materiale concreto ad eventuali sponsor interessati all’idea. Ma una start up può anche essere finanziata tramite le piattaforme di crowdfunding. Alle volte, se si ha la possibilità, è meglio finanziarla “in casa”: dunque trovare dei soci interessati a lavorare in start up. Questo avviene nel caso del reperimento di un co-founder. Infine, conta tantissimo lo sviluppo di un prototipo: il modo migliore per interessare eventuali investitori e venture capitalist. 

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