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Alternativa Popolare. Pace: petrolio e ambiente un binomio possibile

“Petrolio e Ambiente un binomio possibile”: il leitmotiv che ha caratterizzato gli interventi di Vincenzo Taddei che ha aperto i lavori, Fernando Picerno e Aurelio Pace che ha esplicitato la posizione in merito alla recente decisone della Giunta regionale di sospendere le attività del Centro oli di Viggiano e puntualizzato le conclusioni al termine dell’incontro con la stampa.

Pace ha iniziato con una domanda che non ha il sapore della retorica: “Siamo d’accordo con la decisione della Giunta di sospendere l’attività del Cova di Viggiano?”. “Sì”, la risposta inequivocabile di Pace, suffragata dal “sostegno per una decisione della Giunta arrivata dopo tre diffide ed in piena coerenza con gli esiti e le risultanze delle indagini in merito alle estrazioni. Una decisione – ha aggiunto – che dimostra la piena responsabilità della Giunta che, oltre ad assumere le proprie responsabilità, lancia un messaggio forte all’Eni che deve, per quanto concerne la sua parte non certo di poco conto, garantire la salute e la sicurezza dei cittadini. Siamo di certo – ha detto Pace - in presenza di una risorsa strategica, non solo per la Basilicata, ma per l’intero Paese e l’Europa tutta. Un bene nazionale ed internazionale del quale il Governo deve fare tesoro, così come dell’altra grande risorsa lucana che si chiama acqua, nell’ottica di pieno apprezzamento e condivisione per le grandi attitudini di solidarietà e l’indubbia capacità di responsabilità dimostrate della Basilicata, una piccola, eppure grande regione, che con tanta abnegazione e sacrificio da parte dei suoi cittadini reca benessere e sviluppo ad altri territori".

"Il dibattito deve essere riattivato – ha ribadito Pace – per tutelare ambiente e salute e per dirimere le difformità sin qui riscontrate, facendo sì che la Giunta non debba più ricorrere ad atteggiamenti e decisioni in via precauzionale. I cittadini devono sentirsi tutelati dalle Istituzioni e, nel contempo, occorre conservare il diritto a ricevere un beneficio. Pertanto, il Governo centrale scenda in campo per la sicurezza della Basilicata che è al centro di un percorso importante e pregnante nei suoi aspetti non solo economici, un percorso che va riconosciuto, ricomposto, rideterminato e riprogrammato. Sicurezza e ambiente non sono una slogan, ma rappresentano la giusta alchimia possibile per la regione, il territorio e per la difesa delle maestranze e del lavoro. Il corto circuito si è attivato ed è, dunque, giunto il momento di discutere e di prendere decisioni nel pieno rispetto della norma e del benessere di tutti. L’Eni – ha proseguito Pace – ha sospeso le estrazioni e questo ci trova favorevoli se si è ben compreso l’atteggiamento della Regione e le cause che lo hanno indotto, e non vogliamo pensare che la decisione dell’Eni sia maturata a seguito di altre motivazioni, anche caratterizzate dalla volontà di esercitare pressioni poco consone alla continuazione di un cammino comune. Vogliamo, e lo diciamo ad alta voce, che l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza estrattiva sia in val d’Agri con il monitoraggio costante e la continua fiducia nella bontà delle modalità estrattive da esternare ai cittadini”.

“Ribadiamo, quindi, la necessità di conciliare l’attività estrattiva che rappresenta una fonte di sviluppo – ha sostenuto ancora Pace – e di lavoro per le maestranze, le aziende e last but not least, le famiglie con la necessaria tutela ambientale del territorio nel quale ricadono le attività estrattive e dei cittadini che ci vivono. Per questa ragione chiediamo al Governo nazionale e lo faremo con forza, il 21 aprile a Viggiano, alla presenza del sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico con delega alle attività estrattive, Antonio Gentile, di riattivare un tavolo istituzionale tra Regione Basilicata, Governo centrale, Eni ed Enti locali con la finalità precipua di garantire, quello che abbiamo definito il binomio possibile: petrolio e ambiente”.

“Sosteniamo – ha concluso Pace – il provvedimento assunto dalla Giunta ma, al tempo stesso, riteniamo indispensabile che gli operatori istituzionali e quelli privati dialoghino per garantire gli interessi del popolo lucano rappresentati dalle due parole semplici, ma esaurienti nel loro significato e nella loro concreta essenza: salute e lavoro”.

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