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Con il calcio di Christian vince l’autismo. ‘La partita con il Cuore’ che apre la mente

“Al cuore non si comanda”, dice un vecchio e sempre vero adagio! È sempre il cuore che comanda, in realtà. Anche se a guidare è la mente, la direzione la indica sempre lui, quel sentire profondo, quella voce ancestrale e lontana che nei momenti importanti irrompe impetuosa e ti dice da che parte andare.
Funziona così anche con l’autismo che, come per ogni rapporto umano, si sente col cuore prima di essere affrontato con la mente, e si cura con l’amore che guida e indirizza i cosiddetti interventi psicoeducativi, anch’essi indispensabili, sia chiaro!
Sono loro stessi, gli autistici, a dircelo, a patto, si capisce, che riusciamo a imparare ad ascoltarli. Ma se questo ci riesce difficile basta leggere le parole di Federico, autistico non verbale diventato scrittore di se stesso e del suo autismo. “Oggi i medici si stupiscono dei miei progressi, ma io so che l’amore risana e soprattutto apre alla speranza”. Così scrive Federico De Rosa in uno dei suoi bellissimi libri, “Quello che non ho mai detto” (Edizioni San Paolo), e non si riferisce a un miracolo, pur essendo lui profondamente credente, ma si riferisce all’amore con cui chi lo circonda e si prende cura del suo autismo agisce quotidianamente.
Questo abbraccio benefico lo hanno avvertito anche i nostri ragazzi autistici, lo scorso 14 aprile a Senise, nel corso della “Partita con il cuore” nella quale la Nazionale Italiana Attori ha affrontato Gli amici de Il filo della luna. Una partita di calcio che non è stata solo un partita di calcio, come sempre accade quando scendono in campo artisti bravi e generosi che hanno il coraggio di lasciare le pagine patinate delle riviste e piegarsi sui bisogni di chi soffre.
L’emozione e l’empatia è cominciata già la sera che ha preceduto l’evento quando alcuni di loro, seppur stanchi del viaggio, hanno visitato la nostra Casa delle abilità, dove si lavorerà su ragazzi e bambini con autismo, hanno parlato con noi genitori di ragazzi autistici, e ascoltato i nostri racconti di vita, condividendo con noi la speranza che riponiamo in questo progetto.

Lo stadio poi ha fatto il resto. La partita è stata una vera e propria festa della solidarietà e dell’empatia, con i nostri ragazzi autistici che hanno fatto l’ingresso in campo insieme ai giocatori e salutato il pubblico, come protagonisti della giornata. Palla al centro e calcio d’inizio! Altra emozione, con il piccolo Christian che attende come un vero giocatore il fischio dell’arbitro per avviare il match tra gli applausi di tutti, e la profonda commozione della mamma e di chi conosce la sua passione per il calcio. Per lui, bambino autistico di 8 anni, è l’avverarsi di un sogno. Per noi, genitori e familiari di autistici, quel calcio al pallone tirato da un piccolo, speciale campione segna l’inizio di una nuova storia.
Il calcio di Christian è un calcio alla diversità e all’esclusione, è un pallone scaraventato nella convenzionalità di ogni giorno e destinato a creare scompiglio nell’indifferenza e nella distrazione della quotidianità. In questo la complicità degli attori della nazionale italiana è stata commovente, perché quando si passa dal set alla vita le storie vere ti toccano il cuore, e ti riempiono gli occhi di emozione.
Anche il destino della partita passa in second’ordine, perché la vittoria è già nell’evento che accomuna tutti intorno alla stessa causa. Centinaia di studenti delle scuole di Senise, che quando si tratta di solidarietà non tradiscono mai, le famiglie, i volontari e gli organizzatori. Tutti sentono fin da subito di aver fatto qualcosa di importante, di partecipare a un evento speciale.
È la seconda volta che la CoolEvents di Pasquale Guidi sostiene i progetti a favore dei nostri ragazzi autistici e, come tutti gli altri che ci stanno vicini, è ormai uno di famiglia. I sindaci di Senise Rossella Spagnuolo, di Fardella Domenica Orofino, di Latronico Fausto De Maria, e Salvatore Cosma, primo cittadino di Tursi che ha indossato la maglia de Gli amici de Il filo della Luna ed è sceso in campo a tirare calci al pallone, come tutti i calciatori della squadra di casa, hanno segnato un goal che per noi vale un mondiale: quello della solidarietà e dell’inclusione.
E da oggi la nostra associazione ha più filo per tessere le proprie storie di autismo, di autonomie, di abilità, perché la nostra Casa comincia a prendere vita!


Francesco Addolorato

 

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