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Quando l’autismo fa scuola: ‘Modelli si nasce’, un progetto di vita cha ha voglia di futuro

Costruire il futuro dei propri figli autistici è ormai uno dei compiti connaturati all’essere genitori per chi questa realtà la vive ogni giorno e sulla propria pelle. E il più delle volte sono proprio i genitori a spremersi le meningi per inventarsi una strada possibile per il futuro di quei figli autistici per i quali le istituzioni continuano a immaginare solo centri residenziali e laboratori precostituiti.
È per questo che in varie realtà stanno nascendo progetti innovativi e originali sui quali si scommette per mettere a valore i talenti delle persone con autismo, troppo spesso e a torto giudicate lontane dalla realtà e addirittura prive di un progetto di vita su se stessi.
Tra questi progetti ve n’è uno che non è solo originale per il contesto in cui nasce, ma è anche coraggioso per l’impatto che punta ad avere sul mondo lavorativo a cui si rivolge. Si tratta di “Modelli si nasce”, nato da un’idea di genitori che intendono scommettere sulla abilità dei propri figli, non rassegnandosi alla convinzione diffusa che gli autistici possano svolgere solo lavori legati all’agricoltura o alla manualità, ma che sono in grado, come tutti, di perseguire i propri desideri e i propri sogni.
Nasce così l’idea di tentare l’inserimento nel mondo della moda preparandoli a posare da veri e propri fotomodelli per realizzare un book fotografico tutto dedicato a loro. Chi l’ha detto che il mondo della moda è solo frivolezza e vanità? Può anche essere un modo per coltivare l’autostima e far sognare ragazzi che inseguono i sogni come tutti gli altri. Solo chi ha la sensibilità di ascoltarli da vicino, di mettersi sulla loro stessa lunghezza d’onda ed entrare con discrezione e amore nel loro mondo può afferrare un tale desiderio e aiutare un ragazzo autistico a realizzarlo.
Fra i promotori dell’iniziativa c’è una coppia lucana trapiantatasi a Roma per offrire al proprio figlio autistico maggiori opportunità di cura e servizi più efficienti.
Le varie fasi del progetto sono seguite da professionisti e operatori esperti di autismo perché alla base di tutto c’è la realizzazione di un percorso di inserimento psicosociale e lavorativo adeguato ai ragazzi. Le professionalità del mondo della moda che vengono coinvolte sono anch’esse molteplici, e tutte sono a servizio di ragazzi che, seppur con qualche difficoltà di apprendimento e con un mondo tutto da esplorare, hanno una inespressa voglia di realizzare la propria personalità e i propri desideri, affiancati da professionisti esperti di autismo che li seguiranno fino a quando li riterranno pronti per realizzare il loro book fotografico.
Il lavoro che ne verrà fuori sarà poi sottoposto ad aziende interessate che valuteranno la possibilità di inserire i ragazzi in esperienze lavorative vere e proprie, associando il proprio brand a un social label di grande valore che porta un nome emblematico come quello di “Modelli si nasce”. Il nome del progetto, infatti, rivela un significato che va al di là della professione di fotomodello, e che è quello del modello di vita delle persone autistiche, che viene proposto alla società come esempio positivo e propositivo, riluttante alla compassione e al pietismo sociale e desideroso di mettere i propri talenti a servizio della società, come tutti gli altri.
Nel progetto che i genitori hanno pensato per i propri figli autistici c’è un grande desiderio di normalità e di futuro, che si propone oggi come inclusione sociale e lavorativa e che punta per domani a un ‘dopo di noi’ che non è l’orizzonte del centro residenziale inteso come parcheggio, ma quello di una qualità della vita fatta di autonomia e soddisfazioni. Proprio come qualunque altra persona. Un modello di vita fra tanti modelli di vita, diverso ma non inferiore, che non propone un mondo diverso, ma soltanto un modo diverso di vedere lo stesso mondo nel quale tutti viviamo.


Francesco Addolorato
 

 

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