Testo informativa estesa sull'uso dei cookie

Il presente sito web utilizza cookie tecnici per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazioni online. Il presente documento fornisce informazioni sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati dal sito e su come gestirli.

A+ A A-

Mio figlio autistico è un’opera d’arte. Ma io non sono il custode del museo

In molti si saranno chiesti perché dalle colonne di questa testata parlo spesso di autismo, una condizione che coinvolge milioni di bambini in tutto il mondo. Di questa patologia, e dei drammi familiari che spesso ad essa si accompagnano, si sente parlare soprattutto in questo periodo, con l’avvicinarsi del 2 aprile, data in cui si celebra ormai da otto anni la Giornata Mondiale della consapevolezza per l’autismo. Per il resto dell’anno, invece, l‘argomento torna nella stanza sorda delle cose dimenticate. Proprio come le persone autistiche, che vivono gran parte della loro esistenza segnata dalla solitudine del mondo di cui sono prigionieri.
Per rompere la cortina di buio che li avvolge, sempre più padri decidono di raccontare al mondo i propri figli autistici e spiegare a tutti che è possibile creare con loro un ponte di empatia e regalargli una vita migliore.
Ebbene! Io faccio parte di quella schiera di padri. Perché sono anch’io padre di un ragazzo autistico.
Come tutti coloro che sopravvivono alla tentazione di lasciarsi trascinare nell’antro obliquo di questa esistenza, anch’io ho una convinzione: mio figlio autistico è un’opera d’arte. Ma io non voglio essere il guardiano del museo nel quale una parte, seppur benevola, di mondo illuminato vorrebbe rinchiuderlo.
Dico questo perché l’atteggiamento che si ha, ancora oggi, di fronte all’autismo oscilla fra la primitiva e preistorica paura del diverso, e la sua mitizzazione. Dire che una persona autistica è superiore, perché la sua mente nasconde chissà quale diavoleria che gli conferisce doti da supereroe, equivale a dire che non appartiene a questo mondo, al mondo della normalità, e quindi che è in qualche modo diverso dagli altri.
Questo può far piacere al genitore che, come tutti, nasconde nel proprio figlio i sogni che non ha mai visto realizzati nella propria vita, e desidera spararli nell’empireo celeste affinché tutti li vedano belli e realizzati; ma non è la verità, non è il mondo reale nel quale vive il proprio ragazzo.
Io, da parte mia, sono convinto che mio figlio sia un’opera d’arte come qualunque altro uomo. D’altronde il suo autore è lo stesso di Leonardo Da Vinci e Madre Teresa di Calcutta, ma è anche lo stesso del compagno che gli siede accanto a scuola. È Dio. E Dio sa quello che fa.
Noi genitori di figli autistici siamo i primi e più grandi ammiratori della loro genialità. Ma la consideriamo il ponte attraverso il quale essi possono rimanere connessi al mondo, il filo di contatto che li collega al resto della società. Quello che gli altri vedono come un limite per noi è l’abilità che li tiene vivi e che gli permette di mettersi in sintonia col respiro del mondo.
Abbiamo solo un desiderio: che il mondo sappia attendere, e abbia la pazienza e la delicatezza di ascoltare il loro respiro. Perché anche di quel respiro vive questo nostro mondo.
È vero! Senza i nostri figli autistici il mondo vive lo stesso. Ma è più povero.

 

Editoriale

Popolarismo e populismo, politica e antipolitica. La lezione di Sturzo dopo un secolo

Francesco Addolorato - avatar Francesco Addolorato

Sono parenti ma non sono la stessa cosa. Popolarismo e...

Contattaci all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Redazione

Powered By ComunicareIdee

BasilicataNotizie è una testata giornalistica iscritta nel Registro dei Periodici del Tribunale di Lagonegro (art. 5 L. 47/1048) N. Reg. Per. 4/2012 del 02/05/2012 - Diretta da Francesco Addolorato. La redazione si riserva il diritto di valutare la pubblicazione degli articoli. Si precisa che la mera pubblicazione degli articoli non costituisce in nessun modo vincolo di compenso o di contratto per la redazione