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L'EDITORIALE

di Francesco Addolorato

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La tentazione pigliatutto della sindaca-segretaria. Ma ora lo Statuto dice che deve dimettersi

Con il primo consiglio comunale parte ufficialmente l’amministrazione a guida Spagnuolo, con la squadra di assessori e consiglieri con delega che dovranno gestire il comune di Senise per i prossimi cinque anni. L’insediamento della neosindaca, però, apre non pochi problemi di natura politica, strettamente legati alle vicende interne del PD senisese, che hanno avuto il loro prologo proprio nella scaramuccia post voto con l’espulsione fasulla, da parte della segretaria Rossella Spagnuolo, nei confronti di otto iscritti al PD macchiatisi del peccato di lesa maestà nei suoi confronti, essendosi candidati in una lista, o avendo fatto campagna elettorale nelle ultime amministrative, contro la Spagnuolo stessa, candidata a sindaco nella lista civica “ Senise Bene Comune”.

L’epilogo della vicenda delle espulsioni è di quelli che fanno sorridere chiunque abbia un po’ di buon senso, perché gli espulsi hanno fatto ricorso alla commissione nazionale di garanzia del PD e hanno avuto ragione, per cui sono stati reintegrati a pieno titolo nel partito, se mai ne fossero stati fuori. E tra questi c'è anche l'ex sindaco Giuseppe Castronuovo.

A rischiare la postazione, invece, è proprio Rossella Spagnuolo che, essendo diventata sindaco, non può più ricoprire la carica di segretario di circolo del PD di Senise. La commissione di garanzia, interrogata dai ricorrenti anche su questo, si è dichiarata non competente per ciò che riguarda l’incompatibilità della segretaria, questione che sta in capo ai vertici regionali e provinciali del partito che, come noto, in Basilicata non ci sono. Ecco dunque svelato il colpo di mano, non riuscito, della furba segretaria: essendo costretta a breve a lasciare la carica di partito ha tentato di far fuori, in un sol colpo, buona parte della sua opposizione interna, facendo così bottino pieno di amministrazione e guida del partito e assumendo il pieno controllo della cabina di comando.

Mossa astuta ma non riuscita, perché ora qualcuno, se lo vorrà, potrà sollevare la questione dell’incompatibilità appellandosi all’articolo 21 dello Statuto del PD che, al comma 2 lettera d), recita testualmente: “La carica di segretario di circolo o di segretario cittadino è incompatibile con quella di sindaco o assessore.” Non c’è via d’uscita, dunque. O la segretaria-sindaca si dimette da segretaria o si va verso il commissariamento del circolo PD di Senise. Sempre che la questione venga sollevata nelle sedi opportune.

Francesco Addolorato

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