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SPUNTI E APPUNTI. La Lucania da scrivere

 

di Oreste Roberto Lanza

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All’altra Lucania interessano temi importanti senza paura


Ho come la sensazione che sui grandi temi che affliggono la nostra terra, nessuno ne voglia parlare. O meglio nessun li vuole affrontare con soluzioni alla mano. Ho come la sensazione che tutti, ma proprio tutti, si vogliono nascondere parlando di temi minimi o minimali che poco attengono a quello che il popolo lucano in fin dei conti desidera ascoltare. Avverto la paura degli innovatori, che pensano che protestare sia il vessillo giusto per ottenere voti e l’immunità da qualche violenza. Ho come la sensazione che ormai l’abitudine consolidata di non scoperchiare pentole, voglia essere ancora una volta la bandiera da usare nella prossima campagna elettorale per le regionali. Temi rilevanti al momento, sono le contestazioni a qualche paesologo, se chiamarsi Basilicata o Lucania, se i raskatelli appartengono ad un paese o l’altro, lasciarsi andare verso questa o quella sagra oppure continuare a pensare alle feste di piazze. Qualche associazione continua a farsi le manifestazioni per conto suo e per abbellire la propria vanità. Incontri e appuntamenti politici e culturali appaiono senza un senso preciso ma soprattutto una identità e destinazione di lungo respiro. Tempo fa nasceva una lista civica in terra di Viggiano, poi dissoltasi nel tempo. La giornalista lucana Carmen Lasorella costituisce da sola una lista civica, cercando adepti e adesioni sulla propria persona. Difficile ma comunque al momento c’è. Poi c’è la lista “Venosa pensa” altro fermento estemporaneo probabilmente a difesa del solito “campanile”. Poi ci sono i partiti tradizionali che si muovono con difficoltà e taluno con lentezza imposta da circostanze del momento o impedimenti sopraggiunti nei mesi scorsi. Un dato che appare certo che i grandi accordi storici tra la pseudo destra e la pseudo sinistra sono venuti meno perché meno è venuto quel collante di poteri sottobanco che per tanti anni e più li teneva uniti e gli permetteva di conciliare interessi e inciuci del momento. Tutto alle spalle del popolo ignorante. A sinistra si resta in attesa di qualche responso proveniente da qualche palazzo romano. A destra si comincia ad alzare un po' di polvere con varie riunioni di segreterie, che finiscono soltanto come una vecchia canzone “4 amici al bar”. Fra qualche tempo vedremo arrivare anche il grande Sgarbi che da Roma dice di avere un esercito pronto a marciare sulla Lucania. Di questo pare averne portato a conoscenza l’ex Presidente della Regione Vito De Filippo. I Lucani probabilmente continuano a pensare alla novità del Movimento 5 Stelle per dare la dovuta, aspettata e finale spallata al via Verrastro. Qualcuno al loro interno comincia diffidare dopo il passaggio nazionale dal palco al palazzo e gli effetti provocati dalla solita pubblicità emozionale. Ma i grandi temi restano lì con la paura che ad affrontarli si rischia di perdere la possibilità di essere eletti e di percepire l’indennità di dignità come reddito di cittadinanza senza far nulla per 5 anni. Ma tutti sanno che questa tornata elettorale sarà dura, difficile e tormentata, perché i Lucani appaiono stanchi di respirare aria nociva, di bere acqua inquinata e di vedersi inquinare l’ambiente con pale eoliche dove pare che anche il vento sia entrato a far parte del club dei grandi interessi nascosti. Un prete silenzioso ma arrabbiato come don Pino Di Tolve di Pisticci ha gridato e continuerà a farlo il prossimo 29 settembre nell marcia per vita contro le massonerie e le lobby che tengono legato il popolo di Lucania che ha voglia di Libertà. E’ allora? dice il lettore, cosa fare? Ascoltare la propria coscienza, valutare le persone di competenza e passione per la propria terra e cercare di essere loro stessi a decidere del proprio futuro. Una lista civica? Probabilmente è l’ultima speranza, l’ultimo treno su cui far salire gente capace, nuova e pulita. Penso a quei sindaci che da soli nei propri comuni hanno sbaragliato i piccoli centri di potere e da soli hanno ridato dignità al proprio Comune. Metterli insieme in un comune sentire. Loro possono essere la chiave di volta nella rapida ed oculata gestione dei soldi dei lucani. Una lista che rappresenti “l’altra Lucania” o meglio “la vera Lucania” fatta di uomini e donne liberi, che pensano alla propria terra come luogo dove crescere il proprio futuro, evitando spopolamento e inquinamento. E allora la prima cosa da fare e parlare e condividere le soluzioni sui grandi temi di questa terra. Senza aver paura, ma mettendo sul tavolo il coraggio di non voler più aspettare e chiedere, di voler essere protagonista ed artefice del proprio destino. Nessun colore politico vi deve accecare, bisogna farsi illuminare dalle nostre nobili coscienze. Questo è un primo punto di partenza.

Oreste Roberto Lanza
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