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SPUNTI E APPUNTI. La Lucania da scrivere

 

di Oreste Roberto Lanza

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Mango: quattro anni senza di lui. L'8 dicembre l'anniversario della sua scomparsa

Le assenze di valore molte volte si fanno sentire. Affiorano all’improvviso  allo sguardo di un’alba, tante volte anche allo scrutare di una targa lasciata lì in mezzo alla strada centrale del luogo natio. Il pensiero diventa forte tanto che si trasforma in parole e dice: “sei andato via troppo presto. Mi manchi”. Mango, all'anagrafe Giuseppe Mango, conosciuto anche come Pino Mango scomparso l’8 dicembre del 2014 sul palco di Policoro, svolgendo come in tutte le sue serate musicale, la sua alta professione di cantore di note ed emozioni, compie 4 anni di assenza. Un’assenza che fa male, tanto male, per chi ancora sente quelle musiche, quelle intonazioni, quelle parole sottili. Parole vive che solo lui riusciva ad incidere nei cuori di noi Lucani. Anche Gigi d’Alessio in una sua apparizione a Lagonegro, qualche anno fa, nel intonare una delle sue bellissime canzoni disse: “spero di averla cantata al meglio. Del resto le canzoni di Mango le può cantare solo lui”. Un uomo riservato, gentile, sorridente la più bella cartolina mai venduta ed apprezzata dalla nostra terra. Un cuore che andava oltre, che sedeva con te per ascoltare il profumo del tuo respiro. Un uomo semplice, un amico, un carattere particolare ma di grande sensibilità. Potremmo dire, alla fine un uomo di fede. Ha scritto brani per diversi artisti, tra cui Patty Pravo, Andrea Bocelli, Loretta Goggi, Mietta e Loredana Bertè, alcuni dei quali in collaborazione con il fratello Armando. Le sue canzoni sono state interpretate da artisti italiani e internazionali come Mina, Mia Martini, Michele Zarrillo, Giorgia, Leo Sayer, Hélène Ségara, Eleutheria Arvanitakī. Nell'arco della sua attività ha venduto cinque milioni di dischi. Una vocazione canora precoce. Si racconta di come ,intorno all'età di 6/7 anni, faceva già parte di una cover band assieme al fratello maggiore Michele. Inizialmente i suoi gusti musicali erano orientati verso il soul e l'hard rock, generi totalmente diversi da quelli che, anni dopo, decreteranno il suo successo. I suoi artisti preferiti erano Aretha Franklin, Otis Redding, Led Zeppelin e Deep Purple, per poi ascoltare successivamente anche Peter Gabriel, Sting, Prince. In età giovanile, Mango non si dimostrò interessato alla musica italiana, dichiarando che interpretava “al massimo qualche brano di Battisti”. Si iscrive al corso di laurea in sociologia presso l'Università di Salerno, pur non portando a compimento gli studi. È da lì che inizia a scrivere testi per canzoni. Ma la più bella interpretazione della sua vita fu quello di restare nella sua Lucania, nel paese natio di Lagonegro per scrivere e far sentire la propria voce da questa terra al mondo intero. Un mondo che è venuto fin qui per ascoltarlo, per incontrarlo per capire e studiare questo virus che noi tutti lucani dovremmo conservare ed esaltare. Non basta una messa di ricordo, serve altro. Serve far ritornare noi tutti a quei meravigliosi momenti dei suoi concerti. Serve ritrovarsi con lui insieme a quelli che gli hanno voluto veramente bene, alcune volte di meno. Bisogna ritrovarsi intorno con i suoi meravigliosi nipoti. Tutti uniti e compatti cantando e cantando le sue meravigliose musiche e le sue altrettanto bellissime poesie. Se riusciamo a fare questo vedremo mango, come a Policoro, alzarsi dopo una sua canzone e dire “Grazie”. Mi manchi Pino. Manchi a tutti noi lucani. Torna, questa casa ti aspetta.


Oreste Roberto Lanza
 

 

 

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