L’offerta di ospitalità ambientale e di vacanza “green” adeguata ai nuovi target di eco-turisti attraverso campagne mirate ed orientate con l’utilizzo creativo (ed economico) dei social network e del web per tentare di colmare il “gap” con il resto dei Parchi nazionali, insieme ad una struttura (agenzia) unica di commercializzazione dei pacchetti di soggiorno-escursioni-visite guidate, è l’obiettivo principale degli operatori turistici che lavorano nei nostri quattro Parchi e che rivendicano innanzitutto un “maggiore protagonismo”. A sostenerlo è il Centro Studi Turistici Thalia aggiungendo che non ha sorpreso il dato fornito dal Parco Pollino sul 40% di lucani e calabresi che ne ignorano l’esistenza. Il Rapporto Ecotour 2013 delinea la graduatoria dei parchi più richiesti dai tour operator. Sul podio due conferme e una new entry: resta primo il Parco nazionale d’Abruzzo e resta secondo il Gran Paradiso, mentre al terzo posto il Parco dello Stelvio scalza le Cinque terre che diventano il quarto parco. Entra fra le destinazioni più richieste il Parco delle Dolomiti bellunesi, che fino allo scorso rilevamento era fuori dalle più ambite, mentre al sesto posto c’è il Parco del Pollino, seguito da Casentino, dalla Majella e dalla Sila. Cambiano le cose invece per i tour operator stranieri, che indicano maggio, giugno e settembre come i mesi più richiesti. E secondo i dati più aggiornati relativi al 2012, è stato l’anno in cui il turismo natura nel Paese supera, per la prima volta, la soglia delle 100 milioni di presenze nelle strutture ricettive in tutta Italia, con un indice di internazionalizzazione al 39 per cento contro il 38 del 2011. Segno evidente di come la crisi economica stia portando alla riscoperta di un turismo sostenibile e a chilometro zero e sempre più fuori dalle nicchie. Il fatturato complessivo del turismo natura in Italia è infatti ormai ad un passo dagli 11 miliardi di euro, ammontando nel 2011 a 10 miliardi 929 milioni di euro. E' stato di 1 miliardo 139 milioni il fatturato turistico nei Comuni aderenti ai Borghi più belli d'Italia. A spingere italiani e stranieri sempre di più verso i parchi, le riserve, le oasi, i borghi e le destinazioni natura in genere è il bisogno di godere una vacanza attiva: le attività sportive sono la principale motivazione di vacanza, con una quota di mercato pari al 48 per cento, seguita dal relax al 23 per cento, dall’enogastronomia al 15 per cento e dalla riscoperta delle tradizioni all’11 per cento. Fra le attività sportive, il 2012 è l’anno del boom delle due ruote: il biking supera infatti per la prima volta tutti attestandosi al 31 per cento, seguito da escursionismo (21 per cento), trekking (15 per cento), animal watching (13 per cento), sci di fondo (8 per cento), equitazione (7 per cento) e climbing (3 per cento)”.

“Le carte da giocare per il riposizionamento dei nostri Parchi naturali nei mercati turistici italiano ed esteri – afferma il segretario del Centro Studi Thalia Arturo Giglio- sono nella diversificazione dell’offerta, nella innovazione nei servizi, pacchetti di soggiorno a costi contenuti senza abbassare la qualità ricettiva e della ristorazione, oltre a “multiservizi” (eventi di ogni tipo e per ogni target). Da tempo, gli operatori, albergatori e ristoratori “incalzano” gli Enti Parco, la Regione, l’Apt, la Provincia e i Comuni a fare la loro parte, pur in tempi di ristrettezze economiche. Siamo purtroppo ancora di fronte ad una prova di incapacità di fare sinergia, rete con il sistema turistico attivo, programmare e progettare iniziative di richiamo turistico dentro i tempi necessari per dare risultati operativi ad iniziative di commercializzazione, e tali da permettere agli operatori lucani di creare pacchetti turistici intorno agli eventi da proporre al mercato. Fortemente deludente è l’azione di sponsor quali ENI e Fondazioni Mattei, da una parte e Total dall’altra che non hanno consapevolezza sul fatto che le iniziative da sostenere devono inevitabilmente prevedere un cronoprogramma di progettazione adeguato ai tempi ovvi di commercializzazione, altrimenti si riducono alla convegnistica e ad azioni estemporanee. C’è poi da costruire l’Agenzia unica di commercializzazione e da estendere e qualificare l’esperienza dei consorzi di operatori”.
Partendo dall’identikit dell’eco-turista - alto indice di scolarizzazione (il 41 per cento ha una laurea, il 46 per cento un diploma e solo il 13 per cento un titolo inferiore); prevalentemente giovane (il 51 per cento ha meno di 30 anni, ed il 35 per cento fra i 31 ed i 60 anni); capacità di spesa media (225 euro a week end) nel 61 per cento dei casi –sottolinea che “è innanzitutto necessaria una innovativa campagna di comunicazione-informazione sul potenziale del turismo ambientale in Basilicata”.
 

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