Il turismo ecologico italiano nel 2013 ha registrato un giro d’affari record, che ha raggiunto i 12 miliardi di euro. E i weekend della primavera 2014 confermano il trend positivo anche per quest'anno, con previsioni di ulteriore crescita.
La stima arriva da Coldiretti, secondo cui negli anni della crisi le presenze in parchi, oasi, agriturismo, riserve ed aree verdi sono aumentate, in controtendenza rispetto alle vacanze tradizionali.
Sono gli italiani, ma anche gli stranieri (40,2 per cento nel 2013) ad apprezzare l’ecoturismo, che viene scelto per la voglia di fare attività sportive come trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione e climbing (47 per cento), il relax (20 per cento), ma anche l'enogastronomia (15 per cento) e la riscoperta delle tradizioni (10 per cento).
La Basilicata nonostante due parchi nazionali e diversi parchi regionali e riserve, un territorio sufficientemente integro , poco abitato, non riesce a sviluppare e progettare una politica di turismo ecologico e ambientale alla portata delle proprie potenzialità, non riesce a diventare meta soggiorno di turismo verde.
Mentre il numero degli agriturismi in Italia negli ultimi dieci anni è aumentato del 57 per cento ed ha raggiunto ora la cifra record di 20.474, il più alto di sempre. Toscana e Trentino sono le regioni in cui si trovano più strutture, ma la diffusione degli agriturismi è ormai capillare su tutto il territorio (47 per cento al Nord, 34 al Centro e 19 al Sud). La Basilicata rimane ai margini di questa crescita, la causa principale è nella tipologia ed indirizzo di programmazione fatta negli ultimi 10 anni.
L’agriturismo nella nostra regione è stato visto come formula per avviare un ristorante o far ristrutturare la casa di campagna e non come segmento di vacanza legata al territorio, alla genuinità , alle attività all’aria aperta ed ambientali, la visione vacanza verde è altra cosa dal trascorrere un paio di ore in un ristorante in campagna. Questa mancanza di visione e di competenza, non ha permesso che agriturismo, turismo rurale, ecoturismo, b&b, diventassero un segmento turistico con una rete di servizi e di organizzazione del tempo libero. Oggi in Basilicata abbiamo pochissimi agriturismi nel senso completo del termine, e poca ospitalità rurale, quasi assenti. La nuova giunta regionale deve interrogarsi rispetto alle prospettive di questo comparto, ci deve essere un cambiamento significativo, l’ecoturismo,  può e deve diventare  una “meta ed esperienza turistica” un modo di vivere la propria vacanza  è la Basilicata è un contenitore ideale per questo tipo di prodotto; ma deve cambiare l’approccio progettuale e la metodologia di incentivazione da parte degli uffici predisposti.
Qualità, ricercatezza, attività ricreative, aumentare le tipologie di servizi, libertà di intraprendere iniziative e di fare aggregazione, devono essere la rotta della nuova programmazione se vogliamo favorire l’espansione turistica ed aumentare il ventaglio delle opportunità in una Regione che stà soffrendo molto la crisi e necessita di un rinnovato ciclo di sviluppo turistico, capace di dare opportunità alle persone.

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