Si è riunito a Roma, nella sede nazionale, il Comitato operativo dei Popolari per l’Italia, presieduto dal senatore Mario Mauro. Nel corso dell’incontro il vicepresidente del partito, l’onorevole Potito Salatto, ha riferito in merito alle recenti iniziative svolte in Sicilia e Campania. Nell’Isola è stato appena costituito il coordinamento regionale, affidato all’onorevole Mario Caruso. In Campania sono state inaugurate nel fine settimana le sedi dei Popolari per l’Italia di Caserta e Avellino. In queste due occasioni il coordinatore regionale del partito, l’onorevole Enzo Rivellini, ha annunciato, alla presenza di Mauro e Salatto e dei sottosegretari Domenico Rossi (Difesa) e Angela D’Onghia (Istruzione), la presentazione delle liste dei Popolari per l’Italia alle prossime elezioni regionali e in diversi comuni campani. Nel corso dell’incontro dopo un esame della situazione politica fatto dal presidente Mario Mauro, si è provveduto alla nomina del consigliere regionale della Basilicata Aurelio Pace quale nuovo coordinatore nazionale e di una task-force, che lo affiancherà nel lavoro di preparazione delle prossime elezioni amministrative e regionali.
Al neocoordinatore nazionale sono giunti anche gli auguri del presidente Pittella.
“La nomina dell’avv. Aurelio Pace a coordinatore nazionale dei Popolari per l’Italia premia il lavoro e le indubbie capacità politiche e professionali del consigliere regionale lucano, -ha dichiarato Pittella- a cui voglio rivolgere, con gli auguri più sinceri,  il mio personale ed affettuoso “in bocca al lupo”. Ma questo incarico di prestigio è al contempo una buona notizia per la Basilicata, perché mai come in questo momento è necessario che la nostra regione possa contare, soprattutto ai tavoli romani, sulla voce autorevole di uomini e donne impegnati ai più alti livelli istituzionali e di partito, tanto di maggioranza quanto di opposizione.
Pur nella distinzione dei ruoli, il  consigliere Pace saprà essere, ne sono certo, interprete autorevole delle istanze della Basilicata nel solco della migliore tradizione “popolare”, improntata ai valori della sobrietà, della moderazione e del reciproco rispetto”.

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