Adesso che i dati relativi alle royalties del petrolio incassate direttamente da cinque Comuni (Viggiano, Calvello, Grumento, Marsiconuovo e Montemurro) sono ufficiali, prima che i rispettivi sindaci continuino ad alzare il dito e la voce contro Eni-Total e Regione, spieghino come vogliono realmente cambiare nella spesa. Il virtuosismo legato ai bisogni di sviluppo ed occupazione è reso ancor più necessario dalla riduzione del cosiddetto “tesoretto” avvenuta per il  2014 a causa dell’abbassamento della produzione. E’ la posizione del Csail che ha tenuto un incontro a Villa d’Agri di aderenti e simpatizzanti per una discussione sulla nuova fase che si è aperta nel processo di sfruttamento e ricerca di idrocarburi e quindi di contrattazione con il Governo e le compagnie. Per tornare ai dati – riferisce la nota del Csail a firma di Filippo Massaro – negli ultimi tre anni sono complessivamente 76,8 milioni di euro i fondi arrivati ai cinque Municipi con Viggiano naturalmente che ha fatto la parte del “leone” (50 milioni). Ebbene – dice Massaro – non ci soddisfa la risposta che viene dal sindaco della “capitale del petrolio” Cicala che parla dei 20 milioni investiti nel turismo invernale che sinora si è risolto a Viggiano in un autentico flop, complice sicuramente anche la mancanza di adeguato innevamento delle piste ma di una programmazione che non tiene conto di cosa può realmente produrre il turismo invernale per l’economia locale. Quanto agli altri due sindaci precedenti – Prinzi e Alberti – continua il presidente del Csail – avrebbero fatto meglio a tacere perché sono stati gli artefici-pionieri  dello spreco delle royalties.
Nell’incontro è stato deciso di  intensificare le azioni di vigilanza e controllo sull’operato dei cinque Comuni estendendole anche agli altri Comuni che ricadono nel Programma Operativo Val d’Agri, all’Ente Parco Appennino Lucano, all’Unione dei Comuni perché innanzitutto ci sia la massima trasparenza nei bilanci e nei programmi specifici di spesa riferiti alle royalties.  La nuova fase che ci attende – afferma Massaro – è decisamente più impegnativa perché la protesta si è dimostrata sinora non sufficiente a modificare vecchi e dannosi comportamenti. Ricalibrare la nostra iniziativa significa per  noi puntare prioritariamente su un elemento: il lavoro che nei comprensori petroliferi non c’è. Anche in questo caso quelle del sindaco di Viggiano sembrano “lacrime di coccodrillo” perché lamentarsi dei pochi cittadini valligiani che lavorano per conto dell’Eni è una litania a cui siamo abituati da un pezzo.