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Giro d'Italia, la 18esima tappa la vince Schachmann. Yates resta in rosa, ma uno strepitoso Pozzovivo si avvicina

 

Maximilian Schachmann ha conquistato la diciottesima tappa del Giro d’Italia 2018 da Abbiategrasso a Prato Nevoso di 196 km. Sesto arrivo in salita di questa corsa rosa. Il tedesco della Quick Step, al primo successo in carriera nella corsa rosa, secondo stagionale dopo la vittoria ottenuta nella sesta tappa della Vuelta Catalunya, taglia il traguardo per primo. La 18esima frazione di 196 chilometri ha inaugurato le salite alpine con l'ascesa finale ai 1607 metri di Prato nevoso, dove in passato Tonkov e Garzelli misero un'ipoteca alla maglia rosa. La tappa odierna prevedeva 13 secondi di abbuono massimo in palio per la classifica generale, 3 al secondo traguardo volante e 10 sul traguardo finale per il primo classificato. 31 punti in palio per la classifica della Maglia Ciclamino e 38 punti per la Maglia Azzurra di miglior scalatore. Tappa, per i 158 corridori alla partenza pianeggiante, per 170 km, prima dell'esplosione finale con pendenze oltre il 10%. I corridori hanno attraversato le strade della pianura Padana, toccando le province di Milano, Pavia, Alessandria, Asti e Cuneo, fra la Lombardia e il Piemonte. Numerosi gli attraversamenti cittadini che hanno costretto gli atleti a una maggiore attenzione, per via della presenza di dossi, rotatorie e spartitraffico. Una breve salita per il Gran premio della montagna di quarta Categoria, a Novello, dopo 140 chilometri e a 458 metri d'altezza. Poi la salita finale culminata con il secondo Gran premio della montagna, a Prato Nevoso, a 1.607 metri di altitudine. Salita lunga 13.950 metri, con un dislivello di 959 metri e una pendenza media del 6,9 e 10%. All’arrivo al colle del Prel c’è Maximilian Schachmann che taglia la linea dell’arrivo in 4 ore 55 minuti e 42 secondi. Secondo Ruben Plaza, Israel Cycling Aacademy con 10 secondi di ritardo, terzo l’italiano Mattia Cattaneo dell’Androni Giocattoli con 16 secondi di ritardo. Ma la vera corsa è stata fatta dal gruppo in maglia rosa giunto al traguardo con un ritardo di poco superiore agli 11minuti, diviso da continui attacchi negli ultimi chilometri da parte di Dumoulin, Froome e il lucano Domenico Pozzovivo. Un Pozzovivo dire strepitoso e dire poco. Con una media di pedalate tra i 70 e 75 e una velocità di oltre i 30/35 chilometri orari in salita è riuscito a guadagnare ben 28 secondi a Simon Yates in appena 1,5 chilometri. In classifica generale il britannico della Michelob – Scott mantiene comunque la maglia rosa. Segue a ruota il francese Dumoulin. Saldamente terzo Domenico Pozzovivo. La giornata però ha messo in evidenza due aspetti importanti. Yates ha mostrato per la prima volta segni di cedimento, regalando a Dumoulin e Pozzovivo secondi che potrebbero costargli la vittoria finale in questo Giro 101. Domenico Pozzovivo è in condizione splendida. Riesce a gestire e capire i momenti in cui fare la corsa. In poche parole sta bene fisicamente rispetto agli altri che cominciano ad essere accorti di fiato. Domani ancora un tappone. La 19esima tappa da Venaria Reale a Bardonecchia di 184 chilometri ancora alta montagna con due Gran premi di montagna in corsa e il terzo al traguardo posto a oltre 1200 metri con gli ultimi 7 chilometri in salita ripida attorno al 9/14 per cento. Qualcuno come Chiappucci, il diable, ha azzardato: “e se fosse Pozzovivo a vincere il Giro 101?”. Le condizioni a questo punto ci sono. Un fatto è certo, Pozzovivo è un grande scalatore e domani e sabato le giornate girano proprio per lui.

Oreste Roberto Lanza

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