Lo sport che si coniuga alla conoscenza della natura e alla promozione del territorio. L'endurance è anche questo. Organizzata per il quinto anno consecutivo dall'associazione nazionale "Giacche Verdi" Onlus con sede a Chiaromonte, presieduta da Antonietta Latronico, la gara amatoriale "Lungo i sentieri del Pollino" ha tenuto banco domenica con partenza da Francavilla in Sinni. A trionfare sui 30 concorrenti di quest'anno, superando anche le innumerevoli difficoltà a causa dell'ondata di calore, è stato Michele Larmini di Sala Consilina con il suo splendido Pasticciotto, ma soltanto di nome evidentemente. A conquistare la seconda piazza il concittadino Maurizio Caruso in sella a Maisha, mentre la medaglia di bronzo se l'è aggiudicata un nostro conterraneo, Giuseppe Pangaro di San Severino Lucano. La competizione sportiva nella quale cavallo e cavaliere esaltano il proprio rapporto su percorsi individuati su strade di campagna, boschi e colline, si è snodata lungo un itinerario di circa 40 chilometri, attraversando gli incantevoli territori di Chiaromonte, Fardella ed Episcopia. Unica legge sovrana alla quale i protagonisti dell'endurance devono sottostare è la tutela del cavallo, infatti, è prevista una visita preliminare alla partenza. Poi, lungo il tracciato sono fissati degli stop obbligatori durante cui i membri della commissione veterinaria visitano ogni cavallo per stabilire se è in grado di riprendere la corsa senza rischi. Questo avviene anche all'arrivo, quando tutti i soggetti sono riesaminati. "L'endurance rappresenta anche un'importante occasione per far conoscere e promuovere il territorio del Parco Pollino attraverso il turismo equestre- spiega Antonietta Latronico- non a caso i concorrenti lungo il percorso oltre allo stretto contatto con la natura, hanno avuto modo di incontrare e ammirare i ruderi del Convento del Ventrile e l'eremo di San Saba dove trascorse la sua vita il beato Giovanni da Caramola. Coinvolgere un numero sempre crescente di persone che amano i cavalli e la natura è stato sempre il nostro obiettivo-, conclude- e con orgoglio possiamo affermare di averlo centrato pieno".

 

Egidia Bevilacqua


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