POTENZA - A seguito di ordinanza di applicazione di misura cautelare personale disposta dal GIP del Tribunale di Potenza Luigi Spina, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Luigi Gay, la Polizia di Stato ha tratto in arresto nel pomeriggio odierno D’Aversa Antonio cl. 68 e Russo Michele classe 92, entrambi potentini, ritenuti gravemente indiziati di tentata estorsione e danneggiamento mediante incendio, ai danni di un imprenditore locale, titolare di una piccola ditta per lo smaltimento di abiti usati.
Le indagine, condotte dalla Squadra Mobile, avviate a seguito della denuncia presentata dall’imprenditore alla Questura di Potenza nei primi giorni dell’ottobre 2013, dopo l'incendio di origine dolosa alla sua abitazione, hanno consentito di riscontrare quanto denunciato ovvero di accertare come i due indagati avessero chiesto con insistenza aiuti economici alla vittima, con modalità tipiche di veri e propri taglieggiatori ed estorsori, e poi, avessero imposto alla stessa l'acquisto di un carro attrezzi per € 4.000,00, di cui tuttavia l’imprenditore non aveva alcun bisogno né intenzione di acquistare.
Appena qualche giorno dopo la richiesta estorsiva, i due soggetti si presentavano, in tarda serata, presso l'abitazione della vittima – dopo che quest'ultima aveva tentato di evitare ogni contatto – e ricevuto un nuovo rifiuto, appiccavano, già la notte successiva, il fuoco all’abitazione (la cui matrice dolosa era comprovata dalla presenza di una bottiglia di plastica contenente benzina), che tuttavia veniva prontamente domato e spento.
L’escussione di alcuni testi ha tuttavia consentito di appurare come l’autovettura del D’Aversa fosse stata notata sfrecciare via dalla direzione della casa, così come è pure emerso, dall’analisi dei tabulati, come l’altro indagato si trovasse in quell’ora in giro per la città, contrariamente a quanto da lui successivamente sostenuto.
Le richieste erano nel frattempo diventate sempre più insistenti, tanto da costringere la vittima a bloccare le telefonate in entrata sul proprio cellulare. Ed un altro episodio grave veniva registrato appena il mese successivo, allorquando la vittima veniva nuovamente raggiunta presso la sua abitazione dal Russo e da altro soggetto segnalato a piede libero, che lo invitavano ad un confronto, ricevendo però un comprensibile rifiuto. Ma già l’indomani, in occasione di un nuovo appuntamento, presso l’abitazione del D’Aversa, cui questa volta la vittima non riusciva a sottrarsi, la stessa veniva brutalmente colpita al volto con schiaffi e pugni. Temendo ulteriori ritorsioni, preferiva tuttavia non farsi refertare, né presentare altra denuncia. L’episodio veniva comunque in ogni caso appreso e ricostruito dagli investigatori, anche sulla base di dichiarazioni rese da persone informate sui fatti. Quest’ultima spedizione punitiva era causata dal fatto che gli indagati erano venuti a conoscenza della precedente denuncia presentata nei loro confronti.
Il denunciante, evidentemente intimorito, aveva persino deciso a quel punto di dismettere la propria attività, trasferendosi in altra città. D'Aversa, già gravato da numerosissimi precedenti, la maggior parte dei quali di matrice violenta risultava già ristretto per altra causa (stalking).
Russo è stato rintracciato e ristretto a Velletri da personale di quel Commissariato di P.S., ove è peraltro interessato da altro procedimento penale, in relazione ad un tentato omicidio, per il quale risultava ancora sottoposto all'obbligo di dimora.
 

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