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Il Principato di Monaco, il porto d’ Ercole del Mediterraneo

Acque cristalline, ritagli di coste dai disegni surreali, rupi scoscese a strapiombo sul mare: siamo nella splendida Côte d’Azur a due passi dalla ligure Ventimiglia. Qui regna dal XII secolo, come enclave della Francia e come Stato indipendente, lo Stato più piccolo del mondo (dopo la città del Vaticano): il Principato di Monaco.

Le leggende mediterranee legate ai racconti di antichi naviganti lo citano come<< il vecchio porto di Ercole>>. Ho ritrovato l’evocazione di questa terra anche nella celeberrima opera del grande poeta latino Virgilio, l’Eneide (libro VI) e tra i versi dell’unica opera ritrovata di Lucano, Pharsalia, il quale la decantò come porto tranquillo << dove non arriva la forza dell’Euro e dello Zeffiro>>.

Dicotomia tra rigore ed effervescenza. Arroccato su di una rupe controlla superbo lo scintillio dei lustrini e della vita mondana della sfarzosa Montecarlo: la rocca del casinò e uno dei quattro quartieri del Principato con la Condamine, la zona del porto e <<Fontvieille>>, un rione più moderno.

Attratti dal panorama che si intravede appena dalle mura che lo cingono, ci sporgiamo a guardare l’orizzonte lasciandoci accarezzare da un gelido maestrale. Il mare rumoreggia e con i suoi suoni vivacizza un luogo dove il silenzio e l’educazione regnano sovrane, insieme alla famiglia reale dei Grimaldi.

Famiglia di antico lignaggio, ai tempi della lotta tra guelfi e ghibellini i Grimaldi erano già abili politici e ambasciatori e da subito perorarono la causa guelfa. Con la supremazia dei ghibellini su Genova, il cui dominio comprendeva anche Monaco, furono però costretti all’esilio.

Tra storia e leggenda leggo con interesse delle antiche saghe costruite intorno alla famiglia che raccontano di come Francesco Grimaldi riuscì ad impadronirsi della rocca di Monaco, travestendosi da frate e sorprendendo la guarnigione genovese che occupava la fortezza. Da allora i Grimaldi la difesero dalle mire ambiziose di Genova e dei Savoia.

Questo piccolo Stato acquisì la sua autonomia nel 1524 con i trattati di Burgos e Tordesillas, grazie all’influenza spagnola dell’imperatore cristiano Carlo V. Dopo il periodo buio che andò dalla rivoluzione francese fino al 1860, tempo in cui il Principato appartenne al Protettorato sardo, con Carlo III Grimaldi e suo figlio Principe Alberto I iniziò l’opera di ricostruzione del paese.

“Terra del sole, giardino della felicità”. Con Ranieri III e sua moglie Grace Kelly la conversione è stata totale. La Principessa Grace ha plasmato questo piccolo regno della sua grazia immortale. Con loro questa terra è diventata un angolo di paradiso dove regna la pace e l’allegria. Oggi è un luogo prestigioso e il centro di famosi eventi internazionali.

 

La nostra prima percezione è quella di una perfetta armonia tra antichità, arte e natura. L’affascinante architettura dei Palazzi e delle Chiese, testimoni di una storia travagliata e ricca di vicissitudini, si sposa sinergicamente con le specie animali e vegetali che il Principato di Monaco custodisce gelosamente e con il mar Mediterraneo, il protagonista principale di questo favoloso scenario.

Proseguendo nella nostra visita, i nostri occhi si deliziano nell’osservare le vetrine dello straordinario Aquarium, sito all’interno del Museo Oceanografico, che espone innumerevoli razze di pesci dai colori eccezionali, provenienti da tutti i mari del mondo. La nostra mente si arricchisce di nuove conoscenze difronte alle rarità del mondo vegetale, coltivate con estrema cura nel rinomato Giardino esotico monegasco. E i nostri piedi non possono non calpestare i pavimenti della magnifica Cattedrale ottocentesca che sorge dalla rocca come una sua protuberanza e delle Chiese minori di San Carlo e di Santa Devota.

Giunti nella Place du Palas, quasi deserta, a far da padrone è il Palazzo dei Grimaldi sorvegliato perennemente dalle sue Guardie. Centro del potere di questo piccolo Principato, custodisce gelosamente ricche collezioni e numerose tele di celebri artisti, degne di una Residenza principesca.

Maria Teresa Merlino
 

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