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Guardia Perticara, il borgo nascosto della Lucania

Balconi fioriti di gerani dalle mille sfumature illuminano le pareti di pietra di primavera e d’estate. Il sole dai colori forti dona i suoi tramonti. Nella sera, il cielo si fa così terso da far risplendere milioni di stelle galleggianti in una Via Lattea chiaramente visibile. La luna piena, vicinissima, sembra sorriderti. Benvenuti nel borgo medioevale di Guardia Perticara, il centro della Basilicata più attivo nel periodo pre-unitario. Le sue radici raccontano una storia antichissima che risale all’età del Bronzo quando nel territorio si insediarono gli Enotri. Questi occuparono l’intera zona fino al V secolo a.C quando la loro presenza s'intrecciò con la civiltà della Magna Grecia. Di essi numerosi gli insediamenti rinvenuti. Restano ancora oggi diversi siti archeologici. Teatro di una vita religiosa molto intensa, nel territorio guardiese alcuni monaci basiliani furono di passaggio trovando riparo, nelle sue spelonche, dall’invasione avara dei Balcani del V secolo e da quella araba in Medio Oriente e in Egitto dell’VIII secolo. Per poi spostarsi nelle vicine località di Armento e San Chirico Raparo. Nel 1652 Guardia divenne sede di un Convento di monaci francescani. Ma le sue vicissitudini si mescolarono anche con quelle degli antichi signori feudali normanni, svevi, angioini, che qui ebbero la loro fortezza. La ragione di un simile interesse si spiega con la sua “invitante” posizione geografica. Situata sulla cima di una collina infatti, il borgo medioevale domina tutta la valle del Sauro. Guardia Perticara è silenziosa. Attenta. Eternamente immobile, sembra osservare taciturna le montagne che la circondano preservando gelosamente la sua condizione naturale. Querce, ulivi, pini sembrano lì da secoli, partecipi dell’alternarsi delle stagioni, mugugnanti mentre il vento gelido dell’inverno li attanaglia. Alberi. Taciturni quando il caldo torrido dell’estate li soffoca. Cangianti di meravigliosi colori e sfumature con l’arrivo dell’autunno. Sorridenti all’arrivo della primavera quando l’intera valle è rigogliosa di vegetazione ed emana un intenso profumo di margherite ed erbe selvatiche. Gioiello nascosto di un'Italia diversa dalle classiche e affollate mete turistiche. Entro dentro Guardia Perticara, con le sue pietre a faccia vista. Camminando per le sue viuzze rivestite di ciottoli e mattoni rossi, mi sento immersa in un alone di storia di cui mi faccio attenta ascoltatrice. Maestosi portali, antichi palazzi patrizi e i ruderi del castello che un tempo fu circondato da sette torri a protezione dal nemico invasore, parlano di un’epoca assai lontana. Via dei Carbonari narra le vicende di una setta segreta dove molti patrioti si riunirono segretamente con un sogno ben preciso: l’Unità d’Italia e la fine del Regime borbonico. Anche il cinema ha subito il fascino di questo luogo. Il borgo più volte è diventato set per il Grande Schermo. La più recente “Basilicata coast To coast” del regista nascente Rocco Papaleo. Nel 1979 Francesco Rosi trovò l’ispirazione per alcune scene neorealiste del suo film Cristo si è fermato a Eboli immortalando una civiltà di cui oggi rimane ben poco. Se l’arrivo della modernità sta a poco a poco cancellando le tradizioni più antiche, la Festa della Madonna del Sauro, la protettrice di Guardia e una delle sette sorelle tra le quali la Madonna nera, persiste ancora. La sua dimora, una piccola cappella, è sita nella valle del Sauro dove la Madonna rimane per tutto l’inverno mentre in maggio viene ricondotta in paese. Dell’antica processione, quando in spalla i guardiesi la conducevano dal paese alla valle sotto il caldo torrido di agosto che rendeva i volti delle donne di un rosso vermiglio, rimane la processione per le vie del borgo mentre un vocìo misto di preghiere e ciance la accompagna. Maria Teresa Merlino

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BasilicataNotizie è una testata giornalistica iscritta nel Registro dei Periodici del Tribunale di Lagonegro (art. 5 L. 47/1048) N. Reg. Per. 4/2012 del 02/05/2012 - Diretta da Francesco Addolorato